Da un sondaggio di TripShake, portale turistico 2.0

Quelle agenzie che non viaggiano in internet

Operatori turistici concordi nel ritenere il web una risorsa indispensabile, ma incapaci di sfruttarne appieno le potenzialità. Solo il 6% dichiara di aver aumentato gli affari

 

Informate e consapevoli delle grandi potenzialità di internet, ma poco propense a sfruttarle. Sembra un paradosso, ma è il quadro che emerge da un sondaggio lanciato fra le agenzie di viaggi italiane da TripShake, portale turistico 2.0.

tripshakeIl 75% delle agenzie possiede un sito web, ma solo il 30% lo aggiorna costantemente; le altre lo considerano una semplice vetrina virtuale, uno strumento di pubblicità per agevolare l’individuazione dell’agenzia da parte della clientela di prossimità. Eppure, aggiornandolo o no, sul proprio sito vanno spesso a verificare i contatti ricevuti, le pagine visitate, le sorgenti di traffico, le parole chiave digitate: poche realtà, tuttavia, una volta individuato il profilo del visitatore, si attivano sul canale web per “catturarlo” e iscriverlo nel registro dei clienti. E non è tutto. La maggior parte delle agenzie sa bene che la grande maggioranza dei propri clienti è on-line sui social network, ma solo la metà del campione esaminato utilizza questi spazi e le community per incrementare le vendite.

Un valzer di paradossi e dati curiosi, ben sintetizzato dalle percentuali emerse nell’indagine: più del 70% delle agenzie valuta positivamente l’impatto di internet, e in particolare del web 2.0, sull’incremento del business turistico, ma solo il 27% di esse ha acquisito nuovi clienti tramite la Rete, mentre appena il 6% dichiara di aver aumentato gli affari. E questo che cosa significa? Che il web è un canale meno efficace di quanto si pensa? Al contrario, significa che il web è uno strumento assai più potente di quanto si immagini. Basterebbe utilizzarlo nel modo giusto. È una questione di mentalità e di formazione; e non a caso i multimedia project manager potranno sbizzarrirsi con soluzioni innovative, in un terreno ancora sostanzialmente vergine. Le agenzie sono infatti concordi nel ritenere la Rete indispensabile, ma una buona parte del campione preso in esame continua ad adoperare soprattutto il fax, per non parlare di chi ammette di lavorare ancora quasi esclusivamente con i cataloghi cartacei.

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