Com’è cambiato il modo di viaggiare del decennio appena terminato

Il turista determina l’offerta

Le compagnie aeree low cost e l’avvento del Web 2.0 hanno provocato una vera e propria rivoluzione. Nascono nuove tipologie di clienti e nuovi stili di vita

C’era una volta il “percorso” dal prodotto al cliente. Oggi il senso è inverso: dal cliente al prodotto. È il viaggiatore, uomo d’affari o turista che sia, a cercare la formula, costruirsela su misura, condividerne l’esperienza. Il passaggio non è stato così istantaneo turism_astoicome sembrerebbe, ma la rivoluzione che si è consumata negli ultimi dieci anni ha segnato una svolta epocale nella cultura del viaggio. Il merito, o comunque la causa principale? L’avvento delle compagnie low cost e in seconda battuta – ma solo per una ragione cronologica – l’innovazione del Web 2.0.

Ne ha parlato Josep Ejarque, esperto di marketing turistico e destination management, durante l’ultima assemblea generale di Astoi, la sigla che riunisce i principali tour operator italiani. I nuovi vettori aerei che consentono di viaggiare a prezzi altamente competitivi, unitamente alla progressiva ma non meno radicale evoluzione di internet, ha provocato una frattura netta con il passato generando nuovi attori del settore, nuovi modelli turistici, nuovi viaggiatori, nuovi canali di distribuzione. Una trasformazione su tutta la linea, che ha determinato un contesto assolutamente nuovo, dal quale saprà trarre grandi vantaggi solo chi avrà l’accortezza di leggere con attenzione il cambiamento sganciandosi dalla mentalità del passato.

Ma ad essere cambiato non è soltanto il modello di turismo o di viaggio, bensì anche la società di riferimento, il panorama dei fruitori che da target sono diventati attori principali della filiera. Accanto al profilo più tradizionale del viaggiatore, quello che si muove con la famiglia, per avventura o cercando le soluzioni più convenienti commisurate al proprio budget, Josep Ejarque ha delineato nuove figure, dal viaggiatore single al target gay, dai nonni in viaggio con i nipoti ai professionisti che vivono e lavorano fuori dal Paese di origine. E non è tutto. Un altro aspetto particolarmente interessante, sia dal punto di vista sociologico sia da quello del marketing, è la polarizzazione dei consumi: crescono le richieste di viaggi low cost ma anche di formule di lusso, a discapito della più tradizionale fascia intermedia. Ciò significa che, con il chiudersi del primo decennio del 2000, il viaggiatore cerca di risparmiare il più possibile o, viceversa, punta all’offerta di maggiore qualità senza farsi mancare nulla, scegliendo di volta in volta l’una o l’altra opzione a seconda dei momenti.

Infine, la condivisione. Condivisione del viaggio, dell’esperienza, ma anche del percorso seguito per acquistarlo. Il nuovo turista, sottolinea Ejarque, diventa broker a sua volta, interagendo con altri potenziali viaggiatori nei social network o nei vari spazi di condivisione messi a disposizioni dal Web 2.0.

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